Resilienza e Radicamento: Come Trovare il Tuo Centro Quando Fuori C’è la Tempesta

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5–8 minuti
Katia Rudian, coach olistica a Matelica, in un momento di ascolto e radicamento per il percorso Life Ki.

Hai presente quelle giornate di metà ottobre in cui ti svegli, guardi fuori dalla finestra e trovi solo quel cielo grigio, umido e sferzato dal vento?

Ecco. A metà ottobre l’autunno smette di essere il romanticismo delle foglioline colorate e diventa la realtà dei fatti: il buio arriva prima, le temperature crollano, l’agenda esplode e tutti intorno a noi sembrano correre al doppio della velocità.

Tra scadenze di lavoro, imprevisti familiari e quella costante lista di “devo fare” che non si svuota mai, è un attimo sentirsi come una foglia trascinata via dalla bufera. Ti senti agitata, hai il respiro corto bloccato sul petto, la testa che va a mille e una sottile sensazione di non essere mai abbastanza “al sicuro” o in controllo.

Ma ti svelo un segreto che ripeto spesso anche alle donne che accetto in studio: non puoi fermare il vento là fuori, ma puoi scegliere dove piantare le tue radici.

Oggi voglio prendermi qualche minuto per darti due o tre piccoli strumenti pratici – quelli che uso anche io nelle mie giornate no – per aiutarti a ritrovare la tua stabilità interiore ogni volta che la vita decide di fare la burrasca.

L’Hara: la tua ancora di salvezza invisibile

Nelle discipline orientali e nel mio lavoro quotidiano c’è un punto del corpo che amo tantissimo: si chiama Hara.

L’Hara si trova nel basso addome, esattamente due dita sotto l’ombelico. È il nostro centro di gravità, il luogo dove risiedono la nostra forza vitale, la nostra pancia e il nostro instinto più puro.

“Uno dei grandi Maestri dello shiatsu italiano ed europeo, Mario Vatrini considera un aspetto
importante di Hara, quello che i giapponesi chiamano Haragei: l’arte dell’Hara. Vatrini nel suo libro
“Strategie di Shiatsu”, sottolinea che il concetto di Hara si rifà sia ad una pratica concreta ma, anche, a un modo di porsi di fronte alla vita. Haragei, vuol dire capire la realtà intorno a noi non solo con il ragionamento, ma anche con l’emozione, con la sensazione che ci arriva.
Anche noi diciamo di fronte una situazione particolare, vado a pelle, oppure usiamo in maniera ancor più arcaica il modo di dire “vado di pancia”, e i giapponesi, con il termine Haragei, sottolineano proprio questo. Nella loro visione Hara è centro energetico, fonte di comprensione (per valutare la condizione energetica del ricevente una possibilità è praticare su Hara), centro dell’energia e della vitalità, ma ancor di più, nella concezione giapponese, Hara è la vita stessa.” (Fonte: Hara – connessioni con il centro di Valter Yugen Umelesi)

Quando siamo stressate o spaventate, facciamo tutte lo stesso errore: “saliamo” con l’energia verso l’alto. La portiamo alle spalle (che si contraggono), al collo, alla gola che si stringe e alla testa che diventa un alveare di pensieri. Risultato? Diventiamo come alberi con chiome enormi e radici minuscole: basta una folata di vento un po’ più forte per farci crollare.

Imparare la resilienza non significa diventare di pietra o fare finta che vada tutto bene. Significa semplicemente riportare l’energia verso il basso, nell’Hara. Quando ti radichi lì, la testa si svuota e la sensazione di ansia comincia a sciogliersi.

3 Piccoli Rituali da provare stasera a casa per ritrovare il tuo centro

Se senti che la frenesia di questi giorni ti sta portando via, stasera regalati 10 minuti solo per te. Ecco come puoi ritornare a casa, dentro il tuo corpo:

1. La pratica della “Mano sull’Hara” e il respiro pancia-terra

Quando torni a casa dopo una giornata pesante, prima di farti travolgere dalle faccende, siediti su una sedia con i piedi ben appoggiati a terra. Appoggia il palmo della mano destra due dita sotto l’ombelico e la mano sinistra sul petto. Fai un respiro profondo e immagina che l’aria scenda giù, dritta fino alla mano sulla pancia. Fai fare alla pancia un bel respiro rotondo. Immagina che a ogni espirazione i tuoi pensieri pesanti scendano lungo la colonna e si scarichino nel pavimento. Bastano 3 minuti per cambiare letteralmente la chimica del tuo sistema nervoso.

2. Crea la tua “Bolla di Calore” serale

A metà ottobre il freddo e l’umidità penetrano facilmente nelle nostre riserve di energia. La sera, a me piace tantissimo preparare una tazza di tisana calda (finocchio, anice o zenzero per scaldare il centro) e applicare un cuscino caldo sulla pancia.

💡 Il mio consiglio per i tuoi acquisti olistici : Per scaldare l’addome e sciogliere i nodi dell’Hara la sera, utilizzo tantissimo un cuscino con noccioli di ciliegio o di grano saraceno. A differenza della classica borsa dell’acqua calda, rilascia un calore secco, profondo e avvolgente che penetra nei tessuti e calma subito la mente.

3. Ricalibra i tuoi confini (Il gioco dei due cerchi)

Prendi un taccuino e disegna un grande cerchio. Al centro scrivi: “Ciò che posso controllare oggi” (il mio respiro, le mie reazioni, la pausa che mi concedo). Fuori dal cerchio scrivi: “Ciò che non posso controllare” (il traffico, il carattere dei colleghi, il meteo, i ritardi). Smettere di spendere energie per la fascia esterna è la prima e vera forma di radicamento emotivo che puoi regalarti.

💡 Per la tua scrittura di consapevolezza: Se ami dedicarti qualche minuto di Journaling e scrittura serale per svuotare la testa prima di dormire, ti consiglio di scegliere un Diario di Consapevolezza o Taccuino in carta riciclata , con una copertina piacevole al tatto per trasformare la scrittura in un vero rito felice.

Sbloccare la mente e ritrovare la rotta con il percorso LIFE KI

I piccoli riti casalinghi sono favolosi per gestire le emergenze di ogni giorno. Ma se senti che la sensazione di essere sopraffatta ritorna continuamente o ti sembra di aver perso la bussola di dove stai andando, c’è bisogno di fare un lavoro più profondo.

È proprio per questo che ho creato il mio percorso Life Ki (la parte di Coaching e PNL del mio Dual Ki Method).

Insieme in studio non lavoriamo solo sul corpo, ma utilizziamo le tecniche della PNL e della crescita personale per:

  • Mappare la tua energia: Capire dove la stai disperdendo e quali credenze o “doveri” ti stanno appesantendo.
  • Costruire confini sani: Imparare a dire i giusti “no” senza sentirti in colpa.
  • Ritrovare il tuo punto di svolta: Riscrivere la tua rotta quotidiana per permetterti di attraversare la tempesta con lucidità, grazia e una stabilità che non dipende più da quello che succede fuori.

Ricorda: al centro della tempesta c’è sempre uno spazio di calma

La prossima volta che senti che il mondo intorno corre troppo velocemente, fermati un secondo. Porta la mano alla pancia, senti i piedi ben piantati a terra e ricorda a te stessa che le radici più forti sono quelle che crescono quando il vento tira più forte.

Tu sei molto più forte e centrata di quanto la tua mente spaventata ti stia facendo credere in questo momento.

E tu, come stai vivendo questa metà di ottobre? Riesci a ritagliarti qualche momento per fermarti e radicarti, o ti sembra che le giornate ti scorrano via troppo in fretta? Se ti va di fare due chiacchiere o di condividerlo con me, dimmi pure: scrivimi un messaggio, io ci sono.

www.untoccodibenessere.com

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