Makeshi: lo stile spontaneo

Il Makeshi è lo stile che raggruppa tutto e da libertà a tutto; è lo stile più arcaico, quello eseguito con spontaneità, che da la possibilità di dare libera espressione all’operatore alternando con fluidità diverse tecniche così da fare un lavoro armonico e portare il ricevente ad ascoltarsi e ascoltare il proprio corpo e le sensazioni che prova.

Le tecniche utilizzate sono sostanzialmente in gran parte quelle già impiegate nello Shiatsu sul futon:

Pressione – deve essere sostenente, rilassata e consapevole, mantenuta costante affinché si stimoli il sistema nervoso parasimpatico che favorisce il rilassamento nel ricevente;

Kembiki – ricorda il movimento dolce del cullare, accompagna il ricevente in una dimensione di accoglienza e protezione, è la regressione che riporta all’utero materno;

Stiramento – lavora sui tessuti espandendo e creando spazio, il tempo di ritorno è fondamentale per il rilassamento e il rilascio della muscolatura, deve essere lento e non attivante, il muscolo non deve reagire (stiro, rimango, torno lentamente);

Rotazione – sblocca e riattiva la mobilità del ricevente, smuovendo il Ki che tende a “stagnare” e bloccarsi nelle articolazioni;

Immobilità – è un lavoro evocativo e simbolico in cui è fondamentale l’ascolto, la presenza e la centratura, così da poter condurre il ricevente ad un ascolto profondo di sé;

Sollevamento – deve essere lento e sostenuto, la parte del corpo sollevata deve sentire di potersi abbandonare tra le mani dell’operatore per poter rilasciare la tensione.